
In un mondo ideale questa cosa non dovrebbe succedere
Il Blood Bowl è un gioco semplice. Si prende una palla, la si dà a un giocatore, e gli si chiede di portarla dall’altra parte di un prato. Non serve una laurea in astrofisica, lo scopo è tutto lì. L’unico inconveniente è che tra lui e la fine del prato ci sono undici energumeni usciti da un incubo: armature piene di punte, pugnali avvelenati, mutazioni orribili, bicipiti grossi come tronchi d’albero, e in alcuni casi letterali uomini albero alti quattro metri. E tutti vogliono portargli via la palla. E la vita.
Per risolvere questo problemino, sin dagli albori i teorici dello sport si sono domandati come fare a proteggere la sua sporca pellaccia, e una delle invenzioni di maggior successo è stata la mitica, leggendaria “gabbia”. Se avete giocato più di tre partite a Blood Bowl l’avete vista di sicuro, perchè è semplicemente lo standard per il 95% degli schemi di attacco. Oggi parleremo di lei: cosa è, come si fa, pregi e difetti.
Aggiungo una nota metodologica: in questo articolo dò indicazioni di massima che servono a farsi una cornice concettuale. Diventando giocatori migliori imparerete a farvi beffe delle mie opinioni, a fregarvene degli assiomi, e anche a infrangerli di tanto in tanto. Niente di quanto riportato qui sotto ha (nè vuole avere) un valore di verità assoluto. Ma se cercate un buon punto di partenza qui potete trovarlo, e generalmente parlando prima di discostarvi da questi consigli dovreste avere un buon motivo. Pronti? Pronti!
1- Cosa è una gabbia
La gabbia è una formazione standard del Blood Bowl che nasce per rendere difficile arrivare al portapalla. Non è ovviamente l’unica formazione difensiva possibile, ma è quella che si adatta alla maggior parte delle necessità e quella a cui è praticamente sempre possibile ricorrere quando non si sa cosa fare. Le sue caratteristiche di base sono piuttosto semplici: servono nove quadrati che non siano a contatto con alcun difensore, e cinque giocatori. Quattro di essi si sistemano ai vertici ideali di un quadrato, e la palla viene posta al centro.

La gabbia standard in tutta la sua gloria
Pur non offrendo garanzie – e come potrebbe, peraltro, in un gioco dove se fai 6 ti riesce qualsiasi cosa (ne riparleremo) – la gabbia standard offre una solida posizione difensiva che si basa su due concetti base importanti da capire: a) dodgiare dentro tre tackle zones è difficile anche per un elfo, e b) l’avversario ha un solo blitz per turno. Le scelte dell’avversario sono quindi limitate: o si prende il rischio concreto di cadere provando il dodge verso la palla, oppure si limita a blitzare un angolo della gabbia posticipando l’attacco al portapalla.
La teoria base della gabbia è tutta qui: proteggere da tutti i lati il lanciatore rendendo difficile un blitz diretto.
2- Cosa NON è una gabbia
Nonostante la sua semplicità, sbagliare una gabbia è semplice e, le prime volte, è capitato a tutti. I motivi possono essere tanti: difficoltà a posizionare, poco spazio, disattenzione, superbia, sottostima delle opzioni disponibili all’attaccante (riparleremo anche di questo). Per ora mi interessa evidenziare gli aspetti più comuni che fanno di una gabbia una “non gabbia” o una “quasi gabbia”, per aiutarvi a riconoscerli e a evitarli.
- Una gabbia a contatto non è una gabbia sicura – se la formazione di cinque giocatori è a contatto con un giocatore dell’altra squadra, la gabbia perde uno dei suoi elementi fondanti. Abbiamo detto che l’avversario ha un solo blitz a turno e che gli è difficile arrivare sul lanciatore. Ma se la gabbia è a contatto, allora la questione è diversa: l’avversario può bloccare con il giocatore a contatto, spostare un angolo, e avere la possibilità di arrivare dritto sul portapalla con l’unico blitz a disposizione.

Una non-gabbia
- Una gabbia a contatto con un giocatore a terra che ha jump up non è una gabbia sicura – la stessa considerazione del punto precedente va fatta se una gabbia è a contatto con un giocatore con jump up. Poichè tecnicamente è in grado di effettuare un blocco da terra, è come se fosse in piedi e crea gli stessi problemi.
- Una gabbia che non è a contatto potrebbe diventarlo, e non essere più una gabbia sicura – questo caso è più raro e il vostro avversario deve avere molto occhio, ma voglio inserirlo perchè può capitare e le prime volte può davvero prendere di sorpresa. Il gioco di spinte può far arrivare a contatto della nostra gabbia anche qualcuno che non c’era, e aprirla anche se all’inizio ci sembrava di aver fatto tutto bene. Assicuratevi sempre (quando possibile) di far usare il blitz al vostro avversario prima che possa scoprire la palla. Se la scopre e ha ancora il blitz a disposizione, state correndo un rischio.

Una gabbia apparentemente ben fatta

Blocco

Push a catena

Blocco sull’angolo

Blitz sulla palla scoperta
3- Quando e dove decidere la posizione della gabbia
Ma quindi, nella pratica, come si usa la gabbia? Beh, partiamo da un concetto: la palla è la cosa più importante del gioco. Quindi, proteggerla è la cosa più importante del gioco. Quindi, tutto il turno deve essere focalizzato su quel task. Quindi, la risposta a “quando” decidere dove andrà fatta la gabbia è: subito, all’inizio del turno. Non dovete muovere pezzi, non dovete nemmeno alzare quelli a terra, prima di aver deciso, e possibilmente visualizzato, dove vorrete avere la palla (e di conseguenza la gabbia attorno a lei) alla fine del vostro turno.
Io ho visto moltissimi giocatori, anche abbastanza esperti, giocare a Blood Bowl in modo meccanico: “prima alzo la gente a terra, poi faccio i blocchi a due dadi con block, magari faccio anche il blitz con il mio killer, così vedo quali difensori cadono e quali sono ancora in piedi, e qual è la situazione che mi trovo davanti. Magari faccio qualche cas che mi apre opportunità, e poi decido”. Invece magari capita l’imponderabile o la botta di sfiga, nessuno va a terra, e quando è ora di proteggere adeguatamente la palla si accorgono di aver già mosso 5-6 pezzi su 11 prima ancora di aver deciso cosa fare. E allora necessitano di rush o dodge per compensare, ovvero di tutte quelle cosine che Nuffle ama far andare storte quando te lo meriti. Questa storia finisce con una palla scoperta perchè con i giocatori rimasti a disposizione una gabbia intera non si fa più, e quando gli portate via la palla danno la colpa ai blocchi che sono andati male.
No, signori, non si fa. La gabbia si progetta prima, e il vostro turno dovrebbe nascere e svilupparsi in funzione di dove volete farla. E qui arriviamo al secondo punto: dove farla? La risposta è facile e si può allenare l’occhio a vederla: cercate uno spazio 3×3 che non sia a contatto, o che sia (alla peggio) a contatto con un avversario atterrato (o che avete ottime chances di atterrare prima della fine del turno). Non sempre lo spazio ci sarà, a volte dovrete crearvelo, ma una volta allenato l’occhio dovreste guardare il campo pressapoco così:

La mia nuova casa la costruisco qui.
4- La gabbia, i tackle e le guardie: come rendere una gabbia ancora migliore
Una gabbia è un posto relativamente sicuro dove parcheggiare la palla per il turno in corso. Ma la parola chiave qui è “relativamente”. Nel mondo del Blood Bowl ci sono giocatori e abomini che, spesso e volentieri, si prendono il lusso di fregarsene delle vostre tackle zones e andare dritti alla gola del vostro portapalla. Perchè se sei agile abbastanza o incosciente abbastanza, tutto è possibile. Ci sono skill e mutazioni come break tackle o two heads che danno un bonus osceno ai dodge, ci sono strani individui dalle orecchie a punta che amano infilarsi negli spazi, e ci sono topi e altre cose schifose che sono più viscidi delle anguille. Per questi e mille altri motivi, la paranoia a Blood Bowl non è un difetto ma il più grande dei pregi.
Difendere la palla in queste condizioni è complicato, ma non impossibile. Le due strategie più ovvie sono a) rendere più difficile entrare nella gabbia e b) rendere più difficile atterrare il portapalla. E, sia lode a Nuffle, il gioco prevede gli strumenti per fare entrambe le cose: tackle e guard. Tackle è una skill importante perchè, se sistemata agli angoli della gabbia, impedisce il reroll del tiro di ingresso. E nulla rovina le percentuali di successo come portare via i reroll. Guard è ancora più interessante perchè, se utilizzata correttamente, aumenta di 1 la forza del portapalla ed è sostanzialmente impossibile da contrastare. Il modo “standard” di utilizzare le guardie è di usarne due agli angoli opposti della gabbia: in questo modo chiunque entri sulla palla sarà necessariamente a contatto con una delle due guardie e soffrirà una penalità nel blocco al lanciatore. E’ importante capire che le due guardie devono essere agli angoli opposti, per coprire tutti i lati: se uno dei quattro lati della gabbia non ha almeno una guardia, l’avversario proverà senz’altro a entrare da lì.

Protezione 50, come al mare
5- I vantaggi di una gabbia
Ora che abbiamo sviscerato le principali caratteristiche di una gabbia, vediamo che cosa ci offre. L’abbiamo già detto, ma è meglio riassumere tutto qui:
La principale caratteristica di una gabbia è la protezione che offre alla palla. Per un giocatore con agilità standard (3+) entrare in una gabbia richiede un dodge al 6+, e a noi piace quando il nostro avversario vuole fare le cosacce al 6+. Un dodge al 6+ è un tiro secco al 16.7%, che sale al 30,6% con reroll. Perfino gli elfi, che nelle gabbie entrano al 5+, hanno un tiro secco al 33% che sale al 55.6% con reroll. Che è più della metà (maledetti orecchie-a-punta), ma è sempre un bel rischio.
Una gabbia ben fatta è forse il modo più pulito per tenere le mani dell’avversario lontane dalla nostra palla, mentre decidiamo il ritmo che vogliamo imprimere al nostro drive d’attacco. E il ritmo a Blood Bowl è una cosa fondamentale perchè la gestione dell’orologio è una delle chiavi di volta delle partite. La gabbia è lo strumento che utilizziamo quando vogliamo che il tempo scorra senza prendere rischi.
E poi c’è un altro vantaggio: attaccare una gabbia (lo vedremo) implica un assalto deciso e – di solito – il contatto con numerosi pezzi. Nel caso di una gabbia solida contro avversari agili, il rischio per l’avversario non è solo di sbagliare il blitz decisivo, ma anche quello di avere sostanzialmente scelto una strategia all-in: se l’attacco riesce e la palla cade a terra tutto è andato bene, ma se l’attacco non riesce… beh, here comes the pain. La gabbia di un picchiatore non è soltanto attrezzata a proteggere il portapalla, ma anche a frantumare gli zigomi di chi prova ad avvicinarsi. E un team agile che attornia una gabbia rischia di ricevere una quantità importante di sberle per il suo disturbo.
6- Gli svantaggi di una gabbia
Poichè questo vuole essere un articolo equilibrato, da qui in avanti tratterò anche un po’ di difetti o rischi insiti nella decisione di costruire e tenere in piedi una gabbia. Perchè il miglior modo di padroneggiare uno strumento è conoscerne tutti gli aspetti. E quindi no, una gabbia non è soltanto rose, fiorellini e facce di elfi frantumate, ma anche una vera e propria scommessa: barattiamo la nostra mobilità per avere più sicurezza.
La gabbia ha due caratteristiche: richiede uno spazio 3×3 senza contatto, e cinque giocatori. Nessuna delle due necessità indolore. La ricerca di uno spazio all’inizio è abbastanza semplice, il campo è il nostro parco giochi, ma appena cerchiamo di avvicinarci alla end zone avversaria le cose cambiano. Le maglie si chiudono, il difensore cede sempre meno terreno, e avanzare anche solo di un quadrato diventa una sfida tattica. Se i nostri dadi non sono caldissimi, portare una gabbia fino a fine corsa è difficile perchè quello che guadagniamo in solidità lo perdiamo in maneggevolezza. L’altro aspetto, non meno importante, è la quantità di giocatori necessari per tenere la gabbia chiusa. Cinque giocatori sono tantissimi da dedicare a una unica missione, e vuol dire (sostanzialmente) che mentre noi proteggiamo la palla l’avversario può opporre undici giocatori a soltanto sei dei nostri. Certo, non arriva alla palla, ma può fare facilmente scempio degli altri e “dopo” aggredirci.
7- Le skill che aiutano la gabbia
Abbiamo parlato dell’upgrade da “gabbia normale” a “gabbia solida”. Ritengo quindi utile fare un piccolo riepilogo delle principali skill che aiutano la costruzione di una gabbia (la lista non è esaustiva, ovviamente). Abbiamo già detto di Tackle, che è l’anti-dodge, e abbiamo già detto di guard, che garantisce ulteriore protezione al portapalla. Un’altra skill eccellente per le gabbie è stand firm: poichè il principale modo di rallentare una gabbia o di disunirla è blitzare ripetutamente un angolo, stand firm assume un valore eccezionale. Le spinte non funzionano e costringono chi blocca a rimanere a contatto. Non solo: a meno che non si ottenga un ko, il giocatore con stand firm resta al suo posto e quindi può aiutarci a “ricostruire la gabbia dove era prima”. Ovviamente la combo guard-stand firm è il sogno bagnato di ciascuna gabbia.
8- Le skill che alla gabbia non piacciono
Ci sono numerose skill che a una gabbia non piacciono, e paradossalmente non sono tutte relative al team che deve difendersi. Ecco un elenco in ordine rigorosamente sparso:
- Dodge è la skill più ovvia di tutte: consente di rerollare l’entrata in gabbia aumentando a dismisura le percentuali di successo
- Side step è un’altra skill fastidiosissima: un giocatore con side step si attacca alla gabbia, e quando viene spinto via sguscia verso l’interno. Una gabbia deve sempre stare estremamente attenta a side step perchè è una delle abilità più perniciose per la tenuta di una buona gabbia.
- Stand firm: ottima per chi la gabbia la fa, ma ottima anche per chi la gabbia deve aprirla. Una volta blitzato un angolo il giocatore con stand firm può accomodarsi vicino al portapalla e fargli “ciao”. E a quel punto spostarlo da lì diventa una impresa. Il 90% dei team di Nurgle ama fare questo giochino con la Bestia, che oltre a fare “ciao” ti abbraccia anche con i tentacoli, ti dà -1 ai catch su eventuali handoffs, ed è brutta da fare schifo.
- Wrestle: come per side step, wrestle è una skill fastidiosa perchè, se attaccata alla gabbia, crea rischi. Un angolo della gabbia blocca il wrestler, viene pow/skull, e l’angolo viene posto prono. Se fate una gabbia non volete che i vostri pezzi d’angolo (che sono, ricordiamolo, quelli che devono prendere a male parole e pizze in faccia il nemico che viene a bussare) vadano a terra.
- Stab: stab è una brutta cosa. Una brutta, brutta cosa. Una brutta, brutta, brutta cosa. Perchè lo stabber può infilarsi in una gabbia e mirare dritto al portapalla con un tiro armatura secco. E’ l’unica skill che contrasta le guardie che avete messo a protezione, perchè non fa tirare dadi blocco e se ne frega della forza relativa. L’ho già detto che stab è una brutta cosa? L’unica cosa buona di stab è che se la coltellata non entra potete spiegare al giocatore che ci ha provato il significato della parola dolore. E più siete chiari con la spiegazione, meglio è.
Queste erano le skill che un difensore può usare per infastidirvi. Ma come ho detto non dovete guardarvi solo dall’avversario: a volte il peggior nemico ce l’avete in casa. Ecco quindi l’elenco delle skill che, in linea di massima, non volete avere nella vostra gabbia:
- Wrestle: di nuovo lui, si. Non lo volete contro, ma non lo volete neanche a favore. A voi non importa chi dei due ha wrestle, se fate una gabbia è una brutta cosa comunque. Se i vostri angoli della gabbia hanno wrestle, il risultato di pow/skull diventa per voi brutto quasi come un teschio. Certo, non farete turnover, ma la gabbia si apre e vi rovina la giornata comunque.
- Frenzy: questa è una skill-trappola. Non è necessariamente una brutta skill, ma bisogna stare attenti ad usarla perchè la sua principale caratteristica è che riposiziona i vostri pezzi senza chiedervi il permesso. E siccome una gabbia è 99% posizionamento, dovete avere ben chiaro cosa succede quando un angolo della vostra gabbia decide di bloccare con frenzy un avversario. Può buttare giù la sua vittima, ma può anche mettersi da solo nella condizione di non essere più in grado di fare l’angolo. Ci vuole attenzione.
9- Le bombe e il mago, ovvero “se non posso aprirti ti faccio detonare”
Prima dell’ultimo punto, ritengo importante dedicare un piccolo pensiero a queste due meccaniche. Che si, sono più rare, ma possono veramente avere un impatto devastante sulle squadre che gabbiano. Una gabbia, ormai lo abbiamo capito, è uno spazio 3×3. Sapete cos’altro è uno spazio 3×3? L’area di esplosione di una bomba. E sapete cos’altro è uno spazio 3×3? L’area di deflagrazione di una palla di fuoco.
Se il fato, o gli inducements, o quegli scherzieri dei goblin vi mettono davanti qualcosa che esplode, state attenti a fare la gabbia. Anzi, suggerisco di tenere una difesa più larga, a distanza di due, per impedire all’esplosione di colpire troppi pezzi in una volta.
10- Come si attacca una gabbia
Ok, ora la gabbia la sapete fare. Ma questo è solo il primo step: il secondo è cosa fare quando la gabbia ve la trovate contro, cosa che succederà quel migliaio di volte. La prima cosa da ricordarsi è che giocare in difesa contro una gabbia è una questione di pazienza e di esperienza. Non c’è mai una sola strategia attuabile e quale è la migliore in ogni dato momento dipende da tantissimi fattori: se siete in vantaggio o no, qual è il matchup, chi ha la superiorità numerica, quali sono le relative skill, e anche – perchè no – se vi siete fatti una idea di essere più forti o più deboli dell’avversario che avete davanti.
Detto questo, le possibilità difensive sono sostanzialmente quattro (e, ribadisco, possono essere usate tutte e quattro in momenti diversi di uno stesso drive, a seconda del relativo posizionamento e delle circostanze):
- aggredire la gabbia e provare a disallinearla per impedire che si riformi
- marcarla sperando che faccia errori
- rallentarla e arretrare
- entrare diretti lancia in resta contro la palla
Il primo sistema è il più ovvio: a ogni turno blitzate un angolo della gabbia, marcate tutti gli altri angoli con altri giocatori, se potete inserite un side step, uno stand firm, o un big guy (meglio se con guard) dentro la gabbia semi-aperta, appoggiandolo al portapalla. In linea di massima cercate di impantanare i cinque giocatori che la compongono. Certo, prenderete qualche sberla, ma intanto farete tirare al vostro avversario tanti dadi e qualcosa potrà andare storto. Inoltre una gabbia non è facile da rifare una volta disallineata: bisogna trovare altri cinque giocatori liberi e uno spazio adeguato. Con questo sistema magari non arriverete subito alla palla, ma le possibilità che al turno successivo la palla sia più scoperta sono concrete.
Il secondo sistema è una versione più ridotta del primo. Invece di andare all-in in marcatura, portando i vostri pezzi migliori intorno (o dentro) alla gabbia, vi limitate a marcarla agli angoli. L’avversario sarà costretto a fare quattro blocchi solo per rimanere dov’è, e magari a voi sta bene così. Se siete in vantaggio potete utilizzare questo sistema semplicemente per non farlo avanzare: d’altra parte se state 1-0 è lui ad avere fretta. E la fretta a Blood Bowl porta inevitabilmente a fare errori.
Il terzo sistema è quello che usano tante squadre che possono riposizionare facilmente ma non hanno la forza per un attacco brutale, e anzi hanno magari paura di prendere troppo danno in un eventuale tentativo. In questo caso l’idea è che si sceglie il bersaglio più morbido tra gli avversari, e per il resto si arretra composti. Nella versione più “pulita” la gabbia avanza al massimo di una casella e l’avversario ha a disposizione al massimo un singolo blitz. Questo approccio è utile a minimizzare i danni e a far correre, ancora una volta, l’orologio. contro le squadre più quadrate e violente, la cui gabbia è attrezzata a punire eventuali assalti, giocare a fare un passo indietro può pagare molto di più che non andare all-in. Se avete uno o due giocatori che potete investire, non è male attaccarli alla parte “posteriore” della gabbia. In questo modo chi attacca avrà una difesa compatta davanti, e la parte posteriore della gabbia marcata, rendendo il tutto ancora meno semplice.
Il quarto sistema è per quando vi sentite gagliardi. Se avete stab, wrestle, strip ball, break tackle, agilità fuori scala e/o una particolare propensione per l’eroismo (e se il portapalla avversario è particolarmente sensibile a una o più di queste cose), questa è sempre una opzione. Il Blood Bowl è un gioco dove al 17% tutto è possibile, e da lì le percentuali possono solo crescere. Non avete più voglia di aspettare? Vi sentite pronti? La vostra strega wrestle entra nelle gabbie al 55% e ha un dado sulla palla? L’avversario ha dato la palla a uno scinco forza 2 e nessuno dei sauri che lo proteggono ha guard? Vedete il panico nei suoi occhi? Beh, è il vostro momento.
Ecco qui. Questi sono i consigli che posso dare in merito a questa basilare – ma importante – tattica, tutti racchiusi in un unico piccolo decalogo che siete liberi di ignorare. Ricordate sempre che la gabbia è uno strumento, non una soluzione: può essere migliorato, può essere usato male, può essere adatto o non adatto, e a volte può pure essere inutile. Conoscerlo, testarlo, capirne i limiti e le caratteristiche lo renderà un’arma importante da aggiungere al vostro arsenale.
Insomma giocateci un po’. Alla fine siamo qui per questo.
