
Chiedo scusa in anticipo se ci saranno errori di battitura in questo articolo ma ho un occhio gonfio, la mascella spappolata, un polso rotto e una trave nel culo.
Eh insomma, volete sapere come sono andati i playoff? Beh, bene direi, benissimo… se sei un vichingo con l’alito pesante, la panza alcoolica e un pessimo carattere.
Ma andiamo con ordine. Le due semifinali sono state strane: due corazzate in superarmatura contro due squadre fragili anche se molto diverse. Di solito, in questi casi, ci si aspetta una mezza carneficina. E invece ecco il blood bowl che non ti aspetti, quello in cui uno skaven velenosissimo e un norse a muso duro fanno marameo ai due orchi e si incontrano in finale.
Ai pelleverde, ancora a secco di titoli dopo ben undici stagioni, non resta che spartirsi il palcoscenico nella finale per un pur prestigiosissimo bronzo. Una finale combattuta, quasi vinta da GFilippi poi quasi vinta da Ebenezer con un play esaltante, e infine messa in cassaforte nuovamente da GFilippi proprio sulla sirena. Una bella partita, piena di ribaltamenti di fronte e di giocate al limite, che meritava più attenzione.
Ma finalmente, dopo quattro mesi di lacrime, accuse reciproche, anatemi, e macumbe, si è arrivati al piatto forte.
All’angolo blu, dei topi con il miglior attacco e la miglior difesa della Lega, un roster finalmente full positional, un sacco di soldi in cassa, e uno sprezzo della vita da fare invidia a Kurt Kobain. All’angolo rosso, dei vichinghi con una cazzimma stratosferica, dei rutti devastanti, le nocche di Chuck Norris e una passione sfrenata per il sesso anale non consensuale.
La partita è, sulla carta, abbastanza equilibrata. Il canovaccio è semplice: undici skaven che cercano di salvarsi la vita e undici energumeni che cercano di togliergliela. Un killer chirurgico che potenzialmente ammazza una vittima a turno contro undici bestioni capaci di vincere qualsiasi rissa da bar. Una valchiria piena di skill consapevole che se la palla cade per terra una sola volta è touchdown per i topi.
E di fronte due coach che se le danno ormai di santa ragione ogni volta che si incontrano per strada. Ha cominciato JanMattys, facendo a pezzi le lucertole di Inquisitor1974 ai playoff. Il quale ha risposto un paio di leghe più tardi, cacciando fuori i necro di JanMattys in semifinale. Poi è toccato di nuovo a JanMattys, che con Khorne ha spiaccicato le Amazzoni dell’avversario al live di Udine. E così via. Corsi e ricorsi storici.
Si parte, e subito la cosa si fa sanguinosa. In rapida successione gli skaven si sbarazzano di entrambi i blitzer norse e tutto sembra volgere a loro favore, ma come è giusto che sia nel blood bowl appena lo sfintere si rilassa arriva tutta la A1 compresa la quarta corsia. E così, una sberla alla volta, la squadra di JanMattys si squaglia come polaretti al sole. Solo che loro sono polaretti di carne, e il sole sono i cazzotti dei norse. Il primo tempo si chiude con un bel battuto di carne di topo, i vichinghi in vantaggio 1-0, e gli skaven ridotti a una squadra che sarebbe in inferiorità numerica anche a BB7.
Ma questo non è BB7… è BB11. E cosa devi fare se ti tocca giocare in sei a BB11? Un po’ ci ridi su, un po’ fai il sornione, ma soprattutto speri in Dio. E qualche Dio si deve essere impietosito perchè, nel secondo tempo, JanMattys giocherella con l’avversario grazie a una serenità tutta figlia della rassegnazione. Giocherella un turno, giocherella un secondo turno, e poi quando il cronometro dice Turno 5 parte col turbo in una zona di campo lasciata colpevolmente sguarnita da un Inquisitor1974, per una volta, disattento. C’è forse magia nell’aria? Ma certo che si! I reroll se ne vanno che è un piacere, ma i topi riescono a portare a casa un incredibile 1-1 con soli cinque pezzi in campo.
E qui, bambini, è dove dovete chiudere il libro e andare a nanna. Perchè le belle fiabe di solito si concludono bene, mentre la vita… beh, bambini, la vita fa schifo. E qui siamo di fronte a una leggendaria rimonta, a una incredibile storia di sport… che dura la pipì di una farfalla. Inquisitor1974 si tira su, si dà una svegliata, si riprende la palla, e con tre turni da giocare passeggia verso la endzone avversaria picchiando, fallando e dominando come è giusto che sia. Due a uno e fanculo alle fiabe.
Una bellissima Lega che chiude la storia del BB2020 con la grande, prima vittoria di una razza mai vincente prima, e conferma che l’uomo da battere è uno solo. Resta la domanda: non c’è due senza tre?
Lo scopriremo insieme.
